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L’uomo di cera

16 settembre 2009  |  in Mondoreale | Nessun Commento

Non volevo vedere lo show di Vespa di ieri sera, ma non per testimoniare il dissenso (avessi almeno avuto la scatoletta dell’auditel), ma per evitare la nausea, evitare il malessere del sentirsi schiacciato dall’arroganza mediatica. Ma come fai a non fare capolino in quella finestra che hai dentro casa, sul comodo tasto 1 del telecomando? E quindi sì, per qualche minuto ho occhieggiato nello studio di Porta a Porta, e anche io, come Gilioli, ho visto un uomo gonfio, rigido, con gli occhi semichiusi, ricoperto da ‘na mano de malta rosa in faccia, impossibilitato a fare anche solo un accenno dei suoi arcinoti sorrisi a 74 denti. E quel poco che ho visto mi ha consegnato la ragionevole certezza che l’effetto desiderato non è stato ottenuto. Difficilmente Berlusconi, livoroso e forzatamente serioso, sarà riuscito a comunicare quell’entusiasmo da animatore di villaggi turistici de Ladispoli con cui ha catalizzato l’attenzione delle viscere di gran parte degli italiani finora.

Certo, nulla di quello che è successo davvvero ieri a Onna (e che MissKappa ha raccontato con cuore e intelligenza) si è visto durante la trasmissione di Vespa, ma non si è visto neanche il clima finto-gioioso da reality show che poteva confondere le idee agli italiani quanto bastava per raschiare quattro o cinque punti fiducia in più. E questo è un buon segno.

Restano però diverse preoccupazioni: cosa può ancora tentare un uomo che vede crollare il suo sistema di potere? Cosa ancora possono inventare i suoi sodali per compiacerlo e per rallentare questo processo? Quali esiti avranno le lotte di potere interne alla coalizione di centrodestra? E soprattutto: e cosa accadrà dopo?

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The Onna Show

15 settembre 2009  |  in Mondoreale | 3 Commenti

cartello_onna

Le due immagini che vedete qui sopra (e doverosamente cito LorenzoC per aver divulgato questo raffronto) sono state realizzate all’ingresso del cantiere di Onna in due momenti distinti. La prima a Luglio, durante i lavori, e la seconda a Settembre di quest’anno, quando (e si può notare), la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha ben pensato di mettere un cappellino sopra ad un opera finanziata dalla Croce Rossa per 5,2 milioni di Euro e progettata e realizzata dalla Provincia Autonoma di Trento, nonostante le documentate resistenze della Protezione Civile che aveva escluso Onna dal piano di costruzione delle case di legno (vedi comunicato sul sito della Protezione Civile).

Stasera a Porta a Porta si parlerà di “grande collaborazione e solidarietà fra le istituzioni”, ma la vera verità è che si consumerà uno show di falsità, confezionate ad arte e in fretta per tentare il rilancio d’immagine del premier ormai decotto. Quale miglior occasione di questa, mettere il cappello su un progetto ideato e finanziato da altri, nel luogo simbolo del teremoto abruzzese, e già completato prima della fine di settembre? A quando invece le prime consegne del piano MAP?

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Il sogno del grande sogno

14 settembre 2009  |  in Arti | Nessun Commento

Ho un debole da sempre per i film che raccontano spaccati dell’Italia della contestazione, dal 68 in poi. Sono andato quindi con spirito tutt’altro che prevenuto, a vedere Il grande sogno, film di Michele Placido ambientato in quegli anni (dal ‘67 al ‘69), ma sono uscito dal cinema tutt’altro che soddisfatto. Non m’è piaciuto, anzi, penso proprio che sia un film riuscito male, vittima di una serie di errori che lo rendono poco coinvolgente, eccetto alcuni momenti strappacore che commuoverebbero un morto, figuriamoci un comunista.

Il peccato originale del film è la malriuscita alchimia fra dramma borghese privato e racconto storico. Nelle intenzioni, Placido voleva evitare l’affresco per concentrare il racconto sulla vicenda della famiglia di Laura (Jasmine Trinca) e Andrea (Marco Iermanò); in realtà la suddivisione dei piani non è armonica, e la sceneggiatura è fortemente bidimensionale. Il risultato è un piattume generale senza profondita, con mille elementi abbozzati senza sviluppo - in qualche caso anche ridicoli, come lo spunto che porterà Andrea alla decisione di partecipare ad un attentato, un pretestuoso dialogo di appena due minuti. La mancanza di alcuni passaggi logici, la frettolosità con cui vengono trattati diversi elementi anche importanti, e l’autocompiacimento manierista di alcune scene di rievocazione storica, completano il quadretto di un prodotto cinematografico incompleto, superficiale e poco “governato”. Peccato, perchè gli attori sono bravi (Jasmine Trinca in particolare), il soggetto è buono, e Placido dietro alla macchina da presa ha fatto cose egregie.

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