Non volevo vedere lo show di Vespa di ieri sera, ma non per testimoniare il dissenso (avessi almeno avuto la scatoletta dell’auditel), ma per evitare la nausea, evitare il malessere del sentirsi schiacciato dall’arroganza mediatica. Ma come fai a non fare capolino in quella finestra che hai dentro casa, sul comodo tasto 1 del telecomando? E quindi sì, per qualche minuto ho occhieggiato nello studio di Porta a Porta, e anche io, come Gilioli, ho visto un uomo gonfio, rigido, con gli occhi semichiusi, ricoperto da ‘na mano de malta rosa in faccia, impossibilitato a fare anche solo un accenno dei suoi arcinoti sorrisi a 74 denti. E quel poco che ho visto mi ha consegnato la ragionevole certezza che l’effetto desiderato non è stato ottenuto. Difficilmente Berlusconi, livoroso e forzatamente serioso, sarà riuscito a comunicare quell’entusiasmo da animatore di villaggi turistici de Ladispoli con cui ha catalizzato l’attenzione delle viscere di gran parte degli italiani finora.
Certo, nulla di quello che è successo davvvero ieri a Onna (e che MissKappa ha raccontato con cuore e intelligenza) si è visto durante la trasmissione di Vespa, ma non si è visto neanche il clima finto-gioioso da reality show che poteva confondere le idee agli italiani quanto bastava per raschiare quattro o cinque punti fiducia in più. E questo è un buon segno.
Restano però diverse preoccupazioni: cosa può ancora tentare un uomo che vede crollare il suo sistema di potere? Cosa ancora possono inventare i suoi sodali per compiacerlo e per rallentare questo processo? Quali esiti avranno le lotte di potere interne alla coalizione di centrodestra? E soprattutto: e cosa accadrà dopo?













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